Catalogo
Strumentale dei Terremoti Italiani (CSTI) dal 1981 al 1996 (Versione
1.1)
La
necessità di una revisione della prima versione di CSTI
(Gruppo
di Lavoro CSTI, 2001)
nasce sia dalla constatazione di alcune limitazioni della procedura di
localizzazione automatica, già segnalate per altro all’atto
della
pubblicazione (vedi le pagine relative alla presentazione
e ai dettagli
sulla localizzazione della precedente versione), sia di alcuni
problemi
relativi all’attribuzione della magnitudo osservati in occasione di
alcuni studi statistici che ne hanno fatto uso. In effetti, già
a suo
tempo era
stato notato come la localizzazione in automatico e con
profondità
libera mediante il codice Hypoellipse,
fosse particolarmente
inaffidabile per terremoti con gap
azimutale elevato avvenuti al di
fuori dei limiti dell’area coperta dalle stazioni sismiche italiane.
Al momento della pubblicazione di CSTI, si era perciò deciso di
rimuovere dal catalogo gli eventi, con gap maggiore di 210 gradi e
distanza dalla stazione più vicina superiore a 80 km, che
rischiavano di essere del tutto inattendibili, soprattutto per quanto
riguarda la stima della profondità. In realtà questa
misura
cautelativa si è dimostrata insufficiente ad impedire che
un certo numero di soluzioni ipocentrali, corrispondenti ad
una modesta percentuale (<1%) del totale, fosse comunque mal
vincolato. In questi casi, come anche in altri, legati ad errori di
associazione delle fasi sismiche, sono state anche osservate errate
attribuzioni di magnitudo ampiezza da stazioni a corto periodo della
RSNC dell’INGV dovute a stime fortemente
imprecise della distanza
ipocentrale.
Nell’ambito del progetto
GNDT (Programma
Quadro
2000/2002) dedicato alla “Revisione
dei fondamenti teorici e
sperimentali delle stime di hazard sismico a scala nazionale”
(Coord.
Paolo
Gasperini) era
stata a suo tempo proposta e solo in parte avviata (a
causa di limitazioni ai finanziamenti) un’iniziativa per la revisione e
l’aggiornamento di CSTI V1.0 che, a partire dal luglio 2003, ha tratto
particolare impulso, dall’iniziativa
INGV per la
redazione di una nuova Mappa di Pericolosità Sismica in Italia
a
fronte
dell’Ordinanza della Presidenza del Consiglio n. 3274 del 20 Marzo
2003. In tale ambito sono state formulate modifiche alle
procedure di localizzazione e calcolo della magnitudo (vedi descrizione)
che hanno portato
a risolvere se non tutti, certamente gran parte dei problemi sopra
citati. Il file catalogo risultante è stato effettivamente
utilizzato
per la costruzione del catalogo integrato storico strumentale CPTI04 (Gruppo
di lavoro CPTI04, 2004) adottato dalla citata iniziativa INGV.
Tutti i files aggiornati
sono disponibili nella cartella dati e
comprendono: le letture dei tempi di
arrivo in formato “archive” di
Hypoellipse (1981.dat, 1982.dat,
1983.dat,
1984.dat,
1985.dat, 1986.dat,
1987.dat,
1988.dat, 1989.dat,
1990.dat,
1991.dat, 1992.dat,
1993.dat,
1994.dat,
1995.dat,
1996.dat) il catalogo completo in
formato “summary” di
Hypoellipse (Italia.sum) e in formato PFG
(Catalogo.dat), i files di input delle
stazioni (Stazioni.dat) e dei
parametri di controllo utilizzati nei quattro schemi di localizzazione
(Control1.dat, Control2.dat,
Control3.dat, Control4.dat).
Eventuali ulteriori aggiornamenti saranno pubblicati pagina web http://gaspy.df.unibo.it/paolo/gndt.html. Per ogni commento,
osservazione o richiesta di chiarimenti si invita a contattare Paolo
Gasperini all'e-mail: paolo.gasperini@unibo.it.
Si prega di citare il catalogo
nel modo seguente:
Gruppo di Lavoro CSTI, 2005, Catalogo Strumentale dei Terremoti
Italiani dal 1981 al 1996 (Versione 1.1), http://gaspy.df.unibo.it/paolo/gndt/Versione1_1/Leggimi.htm.